Come nascono gli strumenti: la fisarmonica
- concarmonicainsta
- 17 mar 2024
- Tempo di lettura: 2 min
Eccoci con un altro episodio della nostra nuova serie. Dobbiamo ammettere che ci stiamo anche avvicinando alla fine di questa avventura. Ma non preoccupatevi, arriveranno altre fantastiche ed interessantissime serie.
Quest'oggi parleremo della fisarmonica! Vediamo prima che cos'è.
La fisarmonica è uno strumento aerofono a tastiera, con mantice e ad ancia libera. È dotata di due tastiere: quello di destra (detto cantabile) è simile alla tastiera di un pianoforte; mentre il manuale di sinistra (l'altra tastiera) è composto solo da bottoni.
Vediamo un po' la sua storia. Il primo brevetto dell'Akkordion (questo era il nome originale usato per indicare quella che in italiano chiamiamo "fisarmonica") fu depositato nel 1829 a Vienna. Ci furono poi moltissime altre versioni di questo strumento, per le quali ogni costruttore aggiungeva o modificava delle componenti. Tuttavia, fu Paolo Soprani, nel nostro Paese, a sviluppare lo strumento come lo conosciamo noi oggi.
La fisarmonica come tale raggiunse poi la popolarità nel XIX secolo, grazie allo sviluppo della produzione in serie.
Un aspetto interessante riguarda proprio il suo nome. Perché si chiama così?
La parola "fisarmonica" deriva dal greco antico phȳsa, che significava "soffio" o "mantice", e harmonikòs, che significava "armonico". Insomma la traduzione è piuttosto letterale in italiano. In moltre altre lingue però, rimane una variante di Akkordion (il nome originale). Per esempio, in francese si dice "accordéon", in tedesco "Akkordeon", in inglese "accordion".
Il cuore della fisarmonica è il mantice che viene azionato per immettere l'aria necessaria a far vibrare le ance. È mosso direttamente dal braccio sinistro del musicista ed è considerato il polmone dello strumento. Bisogna tuttavia fare attenzione (un po' come i cardiochirurghi che hanno delicatezza nell'operare il cuore): va azionato con molta calma e dolcemente, così da dare alle ance la possibilità di vibrare con regolarità ed avere un suono omogeneo.
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