Come nascono gli strumenti: il flauto traverso.
- concarmonicainsta
- 2 feb 2024
- Tempo di lettura: 2 min
Oggi parleremo di uno strumento molto leggero e semplice all'apparenza, quanto incredibilmente difficile da suonare a causa della sua necessità di precisione: il flauto traverso!
Il flauto traverso è un genere particolare di flauto, appartenente quindi alla famiglia dei legni (o aerofoni). Pensate, che il suo nome deriva proprio dal fatto che lo si suona tenedolo di lato. Ha una forma cilindrica e il flautista suona soffiando nel foro d'imboccatura e azionando un numero variabili di chiavi.
Le prime fonti iconografiche di un flauto traverso risalgono al X secolo e aveva una struttura del tutto simile a quella che vediamo oggi, solo che era fatto di legno e non di metallo! Dopo essere stato un po' accantonato durante il periodo Barocco, dove si è dato più risalto ad altri strumenti (come il violino), ma venne "riscoperto" e ritornò in auge durante il Classicismo: infatti, con le sue qualità timbriche piuttosto particolari e la sua "dolcezza" era perfetto per l'armonia classica!
Ma come funziona esattamente? Il suono del flauto traverso viene prodotto dal flusso d'aria che si infrange contro lo spigolo del foro di insufflazione (dove appoggiamo la bocca in sostanza) sulla testata. In questo modo viene eccitata la colonna d'aria nel flauto e ha inizio la vibrazione sonora....se non è precisione questa, non sappiamo cosa lo sia!
Inoltre, il flauto traverso in Do - ovvero quello più comune - ha un'estensione notevole: dal Do centrale (Do3) al R6...quindi se facciamo i conti, sono poco più di 3 ottave. Ma in realtà, i flauti più moderni possono raggiungere anche le 3 ottave e mezza! Insomma, tutto questa estensione deriva da un tubo in metallo con fori e chiavi...è semplice rispetto ad altri strumenti ma di una potenza non indifferente!
Che dite? Può fare per voi? Nella nostra scuola, offriamo tanti corsi di strumenti diversi... impossibile non trovarne uno che ti piace!




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